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Asset Under Control - Roma Tor Vergata

Prof. Stefano Herzel, Manuele Vittiglio, Luigi Mazza, Stefano Carrozzi, Edoardo Schiavo, Giovanni Palmisano.

Intervista realizzata a febbraio 2017.

Come è composta la squadra e come avete scelto il nome “Asset Under Control”?

La nostra squadra è composta interamente da studenti del corso di Laurea Magistrale in Finance and Banking, ognuno dei quali ha conseguito la triennale presso un istituto differente. Il capogruppo Luigi Mazza ha conseguito la triennale in Economia & Commercio alla Federico II di Napoli. Giovanni Palmisano è nato a Bari ma ha studiato Finanza a Parma. Stefano Carrozzi si è formato all'Università dell’Aquila, mentre i romani Emanuele Vittiglio e Edoardo Schiavo hanno studiato, rispettivamente, alla Università Cattolica di Roma e a Tor Vergata. Il nome del gruppo, “Asset Under Control”, è stato ideato da Edoardo Schiavo e rispecchia la nostra volontà di mantenere il controllo dei nostri investimenti senza lasciarci influenzare dagli erratici comportamenti del mercato.

Qual è il motto della vostra squadra per questa competizione?

Il motto della nostra squadra è ripreso direttamente da quello della città dell’Aquila: IMMOTA MANET. In latino significa letteralmente “rimane immutata” e rispecchia pienamente la nostra strategia adottata per la scelta delle posizioni.

Prima di partecipare alla FMC avete raggiunto dei traguardi individuali importanti?

Tutti noi abbiamo superato l’esame di Asset Management con il massimo dei voti e siamo stati gli unici nell’anno accademico a raggiungere questo risultato. Grazie a questo successo, sappiamo di poter contare sulla capacità di formulare modelli quantitativi per la scelta dei portafogli via MatLab e sulla grande passione per i mercati finanziari. Inoltre, i nostri Edoardo Schiavo ed Emanuele Vittiglio si sono distinti nella competizione di trading interna all’Università; mentre Stefano Carrozzi ha vinto una delle tre borse di studio assegnate per meriti universitari agli studenti della Tor Vergata School of Economics.

Due frasi per spiegare la vostra strategia d’investimento e il vostro portafoglio?

Il nostro portafoglio è il risultato dell’unione di metodi quantitativi per la minimizzazione della deviazione standard del portafoglio e le nostre previsioni sull’andamento del mercato. La strategia d’investimento privilegia la riduzione dei costi di gestione – in particolare di compravendita dei titoli – rispetto alla ricerca di ritorni eccezionali.

Quali ritenete i principali rischi macroeconomici per i prossimi sei mesi?

Nei prossimi sei mesi, i maggiori rischi macroeconomici riguardano le elezioni presidenziali in Francia. Il rischio è sempre legato ai partiti populisti: le probabilità che Marine Le Pen passi il primo turno sono elevate, ma sul secondo round la partita è aperta. Una vittoria del “Fronte Nazionale” potrebbe portare con sé un’uscita della Francia dall’Europa, aumentando così non solo il clima d’incertezza sul futuro dell’Europa, ma anche fomentando altri partiti populisti in altri Stati dell’Unione. Altri rischi sono legati al ritorno delle politiche protezionistiche proposte da Trump. Il ritorno all’inflazione potrebbe essere una buona notizia solo se il livello rimane contenuto. Il clima di conflitto tra Cina e USA potrebbe causare maggiori incertezze nei mercati, e quindi maggiore volatilità. Inoltre, l’apprezzamento del dollaro potrebbe avere effetti negativi indiretti sulle società che avevano stipulato debiti in dollari nei mercati emergenti.

Per quale Paese presente nel paniere FMC prevedete la crescita maggiore?

Secondo noi, il Paese che avrà la crescita maggiore nei prossimi mesi è la Germania. Con l’uscita dell’Inghilterra dall’UE, la leadership dei teutonici in Europa si rafforzerà, considerando che le maggiori imprese – finanziarie e non – di Londra e del Regno Unito saranno costrette ad aprire una sede in Europa, verosimilmente in Germania (a Francoforte). Inoltre, la piena sintonia fra il Cancelliere tedesco Angela Merkel e il nuovo presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani metterà la Germania (a cui spetta la presidenza di turno del G-20) al centro delle politiche commerciali europee. La Germania assumerà, dunque, la funzione di guida per i maggiori Paesi industriali e le grandi economie emergenti.

Quale settore ritenete maggiormente sottovalutato dal mercato?

A nostro avviso, il settore farmaceutico è sottovalutato dal mercato, ma ha grandi potenzialità di crescita. Il fatturato di queste aziende ha poche fluttuazioni. In generale, anche la domanda è stabile nel tempo; senza contare che la presenza di economie di scala e di scopo rende molto interessante questo settore. Uno stimolo alla crescita può venire dallo stesso Trump che sta attuando una deregolamentazione sul settore. Una delle promesse principali fatte dal neo presidente americano, infatti, è quella di un’ampia riforma del fisco che include uno scudo fiscale per il rimpatrio dei capitali e possibilmente anche un credito fiscale permanente per la Ricerca e lo Sviluppo, di fondamentale importanza nel settore farmaceutico. Al momento, gli investitori tendono a sottovalutare i fondamentali del settore, ma l’aumento delle attività di M&A – in combinazione con un flusso di notizie positive riguardo lo sviluppo dei prodotti e un ridimensionamento delle aspettative per il 2017 – rendono il settore farmaceutico accattivante.

Come descrivereste la FMC in tre parole chiave?

Impegnativa, professionale,  stimolante.

 

I contenuti pubblicati in questa pagina sono degli studenti che partecipano alla CFASI Fund Management Challenge e non rappresentano le opinioni di CFA Society Italy o di altri soggetti connessi all'associazione o alla CFASI Fund Management Challenge. Le informazioni contenute nell’intervista non vanno in nessun caso interpretate come invito, suggerimento o raccomandazione di acquisto o vendita di titoli. CFA Society Italy, gli studenti e gli altri soggetti non assumono nessuna responsabilità in merito all’accuratezza o esattezza di quanto scritto. I contenuti pubblicati sono di proprietà dei relativi autori.