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Bocconi Alpha - Università Bocconi

Gioacchino Fittipaldi, Matteo Pili, Michele Alberto Simonetto, Andrea Ricci.
 

Intervista realizzata a febbraio 2017.

Raccontateci brevemente chi siete e come avete scelto il nome della vostra squadra.

Siamo Gioacchino, Matteo, Andrea e Michele, quattro studenti del Master in Finance della Bocconi che condividono la voglia di mettersi in gioco e la passione per i mercati finanziari. Ognuno di noi ha seguito un percorso diverso dagli altri, vivendo esperienze accademiche e lavorative altamente formative che ci hanno arricchito e ci rendono in grado di sfruttare a nostro vantaggio la diversità dei nostri caratteri nel raggiungimento di uno scopo comune. Il nome Bocconi Alpha è dovuto al nostro obiettivo di creazione di alfa (n.d.r. rendimento superiore al mercato): riteniamo che sarà facile raggiungere l’obiettivo applicando le conoscenze che abbiamo acquisito nel corso dei nostri studi presso l’Università Bocconi.

Quale considerate la caratteristica fondamentale del vostro team?

Il nostro team, pur essendo composto da tutti studenti Italiani, può vantare un alto livello di internazionalizzazione; infatti, per motivi di lavoro o per frequentare Università all’estero, i membri del nostro team hanno vissuto a Milano, New York, Londra, Hong Kong, Shanghai, Vancouver, Melbourne, Stoccolma e Lione. Questo ventaglio di esperienze di vita rappresenta un esempio concreto della nostra voglia di metterci in gioco, per continuare ad imparare e a migliorarci attraverso il contatto diretto con culture diverse dalla nostra.

In che cosa consiste la vostra strategia d’investimento? E come si presenta il vostro portafoglio?

La nostra strategia base consiste nell'individuare – all'interno di diversi settori e dopo un'attenta analisi delle migliori opportunità di mercato – la migliore e la peggiore società. Partendo da un'analisi top down sulle prospettive del settore, applichiamo una combinazione di analisi assoluta e relativa alle diverse società, focalizzandoci sulla redditività, sul prezzo, sul potenziale di crescita e sull'esposizione ai rischi di ognuna con un approccio unicamente fondamentale. Questo ci consente di costruire un portafoglio con una bassa esposizione al rischio, che ci riserviamo tuttavia di aumentare o ridurre a seconda delle condizioni di mercato. Inoltre, nello scenario base, il portafoglio risulta essere ben diversificato in vari settori, con limiti ben fissati al rischio di concentrazione che comporta l'eccessiva esposizione ad ognuno di essi.

Quali sono i rischi macroeconomici più importanti da tenere sotto controllo durante i prossimi mesi?

Il 2017 sarà un anno profondamente influenzato dall’incertezza politica, sulla scia di quanto è successo nella seconda metà del 2016. I mercati dovranno valutare l’entità ed i possibili effetti delle misure propugnate dall’amministrazione Trump in materia di Trade policy e stimoli fiscali (ivi compresa la tanto discussa corporate tax reform); mentre in Europa il focus resterà sul contenuto delle trattative con il Regno Unito relative a Brexit e sulle tornate elettorali in Olanda, Francia e Germania. Il passaggio di testimone da politica monetaria a politica fiscale quale market mover e principale motore di crescita troverà quindi continuazione e sarà accentuato da aspettative inflazionistiche al rialzo. A questo proposito saranno cruciali i meeting della BCE e della FED che forniranno i segnali e le linee guida per il mercato per i prossimi mesi. Infine, un occhio di riguardo dev’essere riservato ai dati sull’economia cinese, che continua ad avere un ruolo di traino della crescita globale. 

Come vedete l’outlook dell’Eurozona per i prossimi sei mesi?

Nel contesto europeo ci aspettiamo una graduale ripresa della crescita anche a motivo di un recupero della domanda interna. Gli ultimi dati sull’inflazione hanno segnalato un’accelerazione dovuta soprattutto ad incrementi nei prezzi dell'energia e delle materie prime, ma il dato core descrive ancora un movimento laterale. Su questo fronte ci aspettiamo la continuazione di una politica monetaria di tipo espansivo, in linea con quanto comunicato sinora, anche in relazione al clima generale di incertezza politica. Le scadenze da seguire saranno senz’altro le elezioni legislative, che nell’ottica dei mercati dovrebbero ancora una volta costituire una prova di forza per l’Eurozona e l’intera Unione. Da segnalare anche la possibilità di elezioni anticipate in Italia a partire da Giugno. Per quanto riguarda Brexit, si prevede che il tavolo delle trattative continui ancora per un paio di mesi, secondo quanto dichiarato dalla stessa Theresa May. Infine, la questione della ristrutturazione del debito greco potrebbe tornare ad alimentare il focolaio dell’incertezza: in quest’ottica sarà importante tenere d’occhio la dinamica degli spread e di eventuali picchi di volatilità sui mercati.

Secondo voi, quale Paese presente nel paniere FMC crescerà più degli altri e perché?

La Spagna sarà il Paese con il maggiore tasso di crescita nei prossimi mesi. La ripresa economica, già intravista a partire dal 2016, continuerà a rinforzarsi continuando a beneficiare dalla crescita della domanda interna, sostenuta da una politica monetaria espansiva nell’area Euro e dall’implementazione di maggiori stimoli fiscali. Inoltre, la crescita a livello globale e il deprezzamento dell’euro contribuiranno ad alimentare gli investimenti esteri, i quali non verranno frenati – come successo in passato – dall’incertezza politica; infatti, la situazione politica spagnola non desta particolari timori negli investitori, essendo relativamente stabile rispetto alle situazioni in Francia e Italia. Perciò i mercati finanziari spagnoli non subiranno i forti aumenti di volatilità che hanno caratterizzato le economie periferiche europee negli ultimi anni.

Secondo voi, qual è il settore maggiormente sottovalutato dal mercato? Perché?

Al momento, crediamo che il settore maggiormente sottovalutato nel mercato sia quello finanziario. Le principali istituzioni finanziarie europee – già pesantemente colpite dalla doppia recessione dovuta alla crisi finanziaria e alla crisi del debito sovrano – presentano margini di redditività piuttosto ridotti a causa dei bassi tassi di interesse e risultano fortemente esposte al rischio sistemico. A tal proposito, nel 2016, con la parziale eccezione delle banche francesi, i titoli azionari delle banche tedesche e di quelle italiane e in minor misura di quelle degli altri Paesi periferici hanno ampiamente sotto-performato l’indice, giungendo ad essere scambiate a multipli molto bassi rispetto al loro valore contabile (in molti casi inferiore a 0.5x), a causa delle difficoltà di Deutsche Bank e della preoccupazione per l’alta percentuale di crediti incagliati nei bilanci degli istituti italiani. I prezzi attuali, dunque, assicurano ottime possibilità di profitto in un’ottica di lungo periodo, grazie al probabile aumento progressivo dei tassi di riferimento nei prossimi anni e alla buona capitalizzazione di molti istituti. Tuttavia, riteniamo che i prossimi mesi possano riservare volatilità a causa dell’elevato rischio politico connesso con le elezioni francesi e olandesi.

Scegliete tre parole chiave per descrivere la FMC.

Curiosità, capacità e dedizione.

 

I contenuti pubblicati in questa pagina sono degli studenti che partecipano alla CFASI Fund Management Challenge e non rappresentano le opinioni di CFA Society Italy o di altri soggetti connessi all'associazione o alla CFASI Fund Management Challenge. Le informazioni contenute nell’intervista non vanno in nessun caso interpretate come invito, suggerimento o raccomandazione di acquisto o vendita di titoli. CFA Society Italy, gli studenti e gli altri soggetti non assumono nessuna responsabilità in merito all’accuratezza o esattezza di quanto scritto. I contenuti pubblicati sono di proprietà dei relativi autori.