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Hit the Market - La Sapienza

Edoardo Bolognesi, Lorenzo Decataldo, Teresa Arci, Riccardo Cati.

 

Intervista realizzata a febbraio 2017.

Come è composto il gruppo e come avete scelto il nome “Hit the Market”?

Siamo dottori triennali, laureati alla facoltà di Economia dell’Università La Sapienza di Roma, iscritti a diversi corsi di laurea magistrale. Abbiamo già avuto modo di studiare insieme i mercati finanziari, partecipando al “Percorso d’Eccellenza” tenuto dal Prof. Palomba, mettendoci costantemente a confronto con la realtà dei mercati finanziari. “Hit the Market” era il nome con cui chiamavamo il nostro gruppo di studio, durante il percorso triennale e abbiamo pensato di usarlo nuovamente per la competizione. Il nostro motto per questa edizione della Fund Management Challenge è: “Don’t panic. But if you panic, be the first”.

Che cosa rende coeso il vostro gruppo?

Parallelamente alla FMC, assistiamo un gruppo di studenti triennali facendo studiare loro i temi della finanza e le aziende dell’indice Eurostoxx50. Attraverso l’assegnazione di elaborati settimanali, organizziamo degli incontri periodici nei quali discutiamo delle aziende e dei rispettivi settori, permettendo loro di imparare e di mettersi costantemente in discussione. 

Spiegate la vostra strategia d’investimento e il vostro portafoglio in due frasi.

La nostra strategia si basa sul contenimento del rischio sistematico di mercato del portafoglio: infatti, il principale fattore di selezione dei titoli parte dallo studio del beta dell’indice nazionale di riferimento, a cui associamo le correlazioni con l’indice Eurostoxx50.

Come vedete l’outlook dell’Eurozona per i prossimi sei mesi?

L’Europa si trova in una fase storica unica: i partiti politici cosiddetti “euroscettici” prendono il posto dei partiti favorevoli all’unione monetaria ed economica al punto da rendere “Grexit”, “Brexit”, “Frexit”, “Italexit” concetti dei quali parlare quotidianamente. Nonostante non sia più sotto i riflettori, sarà fondamentale tenere d’occhio la situazione della Grecia: riteniamo che il Paese stia attraversando una fase critica, difficilmente sostenibile nel lungo periodo. Inoltre, saranno da tenere sotto controllo i dati statistici sulla produzione industriale dei paesi europei (le cui stime indicano una decrescita rispetto agli anni precedenti), a cui associamo i rapporti “import-export” delle imprese e, di conseguenza, i tassi di cambio dell’euro principalmente con la sterlina e il dollaro. Infine, sulla base della recente crescita del PIL degli Stati membri dell’Unione, riteniamo che nel breve-medio periodo l’outlook dell’Eurozona sarà positivo. In definitiva, il periodo di recessione si può considerare chiuso per molti Paesi, Italia compresa.

Secondo voi, quale sarà il Paese presente nel paniere FMC da tenere più sotto controllo?

Come squadra, riteniamo che l’evento decisivo saranno le prossime elezioni presidenziali francesi: è sulla Francia che graverà l’onere di decidere il futuro dell’Europa per come la conosciamo noi oggi, in qualità di Stato fondatore e in parte trainante di tutta l’economia europea. Anche nell’indice Eurostoxx50, apprezziamo un forte peso dei colossi francesi, rendendo necessario lo studio della politica economica d’oltralpe.

Qual è il settore che ritenete maggiormente sottovalutato dal mercato?

Riteniamo che il settore maggiormente sottovalutato sia il settore bancario. L’Europa – l’Italia in particolare – è un sistema bancocentrico, la cui economia dipende strettamente dagli istituti di credito, in qualità di intermediari e finanziatori. Riteniamo che la sottovalutazione delle banche nel mercato finanziario sia una diretta conseguenza della Brexit e della stretta morsa regolamentare della BCE sulle banche nazionali. Dal nostro punto di vista, non possiamo sottovalutare l’importanza pubblica degli istituti di credito dovuta al fatto che non solo sono detentori dei risparmi dei contribuenti, ma anche perché la loro posizione è fondamentale nella concessione di fondi per l’investimento ed il consumo. L’investimento nel settore bancario è tanto allettante quanto proficuo. Al contempo, però, si presenta molto rischioso a causa delle continue notizie e recenti avvenimenti nel settore.

Come descrivereste la FMC in tre parole chiave?

Interessante, istruttiva e divertente.

 

I contenuti pubblicati in questa pagina sono degli studenti che partecipano alla CFASI Fund Management Challenge e non rappresentano le opinioni di CFA Society Italy o di altri soggetti connessi all'associazione o alla CFASI Fund Management Challenge. Le informazioni contenute nell’intervista non vanno in nessun caso interpretate come invito, suggerimento o raccomandazione di acquisto o vendita di titoli. CFA Society Italy, gli studenti e gli altri soggetti non assumono nessuna responsabilità in merito all’accuratezza o esattezza di quanto scritto. I contenuti pubblicati sono di proprietà dei relativi autori.