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L’importanza dello studio di mercato nella FMC

 

Sebi Cosentino, Lucrezia Lunghi, Simona Gami, Agostinomaria Tasinato e Laura Rossi sono i membri del team UCSC FM, che rappresenta l’Università Cattolica del Sacro Cuore in questa competizione. Una squadra consapevole del grande impegno che questa competizione richiede e che applica meticolosamente il proprio studio alla gestione del portafoglio. Gli studenti della Cattolica non solo ponderano attentamente il rischio dei loro investimenti, ma stanno affinando la capacità di valutare le opportunità offerte dai mercati. La selezione dei titoli da inserire nel loro portafoglio è il prodotto di una profonda ed attenta analisi fondamentale, durante la quale sono stati esaminati i bilanci delle società, i settori di appartenenza e le prospettive macroeconomiche. Per ridurre il rischio idiosincratico del loro portafoglio, gli studenti della Cattolica hanno effettuato una doppia diversificazione: per area geografica e per settore. Dopo aver stimato questi parametri, per valutare le aziende il team ha fatto ampio ricorso ai modelli che si basano sui flussi di cassa. In base al loro risultati, il team UCSC FM ha deciso di acquistare azioni reputate sottovalutate e di shortare quelle reputate sopravvalutate, dandosi come orizzonte temporale di 12 mesi. La strategia utilizzata è market neutral, cioè per quanto possibile slegata ai movimenti di mercato, e i suoi risultati vengono valutati di settimana in settimana cosi come il rischio di portafoglio.

Uno studio attento del mercato

La prima sfida che gli studenti di USCS FM si sono trovati ad affrontare nella Fund Management Challenge è la previsione degli andamenti macroeconomici con l’obiettivo di capire quali Paesi e settori potrebbero ottenere buoni risultati. Confrontandosi tra loro mentre svolgono questa analisi, i partecipanti alla FMC si fanno un’idea di quali siano i settori più sottovalutati dal mercato e del perché potrebbe essere conveniente investire in quei settori. Il team UCSC FM ne ha individuati due: il primo è il settore del food and beverage. Secondo gli studenti, si tratta di un settore che sembra andare contro corrente: nel momento in cui altri settori registrano perdite o si trovano in crisi, il food and beverage ha registrato crescita sia in termini di nuovi lavoratori occupati sia in termini di produzione. Uno dei rischi principali identificati del team per questo settore riguarda la rilevanza cruciale delle esportazioni, che potrebbe essere minacciata da una battaglia commerciale tra USA ed Europa. Tuttavia, si tratta secondo loro di un rischio modesto, in quanto per il momento si è parlato soltanto dell’eventuale imposizione di dazi sull’esportazione di metalli e materiali di valore. Il secondo settore più sottovalutato del mercato, secondo la stima del team della Cattolica, riguarda la grande distribuzione. Si tratta di un settore fortemente in crescita, che rappresenta circa l’8-10% del PIL di molti Paesi europei (tra cui anche l’Italia) e che presenta un export in notevole aumento. È un settore anticiclico con forte potenzialità con, anche qui, il rischio di una guerra commerciale effetto delle politiche protezionistiche, in particolare dagli USA, più che bilanciato dalla concentrazione del settore che sostiene il fatturato.
Grazie alla valutazione del rischio e lo studio di mercato, il team UCSC FM è soddisfatto dei risultati ottenuti finora in questa competizione. “Non abbiamo intenzione di cambiare la nostra strategia: i risultati sono
positivi e se abbiamo perso punteggio è stato a causa di errori di valutazione e non strategici
”, dichiarano gli studenti. “Quello che sicuramente faremo, però, sarà aggiornarla con le nuove tecniche che impareremo
durante il corso della competizione”,
continuano. “Seppur consapevoli di poter sbagliare, lavoriamo con interesse e passione senza arrenderci mai davanti alle difficoltà.”

 
I contenuti pubblicati in questa pagina sono degli studenti che partecipano alla CFASI Fund Management Challenge e non rappresentano le opinioni di CFA Society Italy o di altri soggetti connessi all'associazione o alla CFASI Fund Management Challenge. Le informazioni contenute nell’intervista non vanno in nessun caso interpretate come invito, suggerimento o raccomandazione di acquisto o vendita di titoli. CFA Society Italy, gli studenti e gli altri soggetti non assumono nessuna responsabilità in merito all’accuratezza o esattezza di quanto scritto. I contenuti pubblicati sono di proprietà dei relativi autori.