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Patavium Investments - Università di Padova

Matteo Boscato, Matteo Pizzeghello, Jacopo Boeri.

Intervista realizzata a febbraio 2017.

Come si è formata la vostra squadra e perché avete scelto questo nome? 

Siamo tre studenti dell'Università di Padova provenienti da due ambiti differenti, Statistica e Finanza. Due di noi, Jacopo e Matteo si conoscevano da tempo, ma il gruppo si è formato quando ci siamo trovati tutti e tre a frequentare lo stesso corso in facoltà. In seguito abbiamo scoperto di condividere lo stesso interesse per il mondo dell’Asset Management. Il nome della nostra squadra, molto semplicemente, si ispira alla città di Padova in cui studiamo tutti e tre.

Qual è il vostro motto per questa competizione?

Il nostro motto per questa competizione è: Yes, We profit!

Che tipo di contatti avete con il mondo delle aziende, all’infuori dell’Università?

Matteo, il nostro team leader, partecipa ad un programma di Mentoring chiamato Mentors4u. Il programma raccoglie gli studenti più meritevoli di tutta Italia e offre loro l'opportunità di partecipare a numerosi eventi durante i quali hanno l’occasione di presentarsi a numerose aziende partner del programma. Si tratta di ottime occasioni per capire come candidarsi in modo efficace per trovare sbocchi professionali presso queste aziende. Ma non si tratta solo di networking: a ciascuno studente viene attribuito un Mentore personale, scelto dal programma secondo gli interessi e le aspirazioni di ciascuno. I Mentori sono professionisti con minimo 5 anni di esperienza nei settori della Consulenza Strategica, dell'Asset Management, dell'Investment Banking, del Private Equity e del Terzo Settore.

Spiegate la vostra strategia d’investimento e il vostro portafoglio in due frasi.

La nostra strategia d’investimento consiste in un approccio che guarda ai fondamentali dell’azienda nel medio-lungo periodo e tende ad evitare operazioni di trading frequenti. 
Il nostro portafoglio è stato costruito in linea con quella che è la nostra strategia: è composto da titoli che pensiamo abbiano margini di crescita (o di decrescita, se si tratta di posizioni corte) legate ai fondamentali dell’azienda. Le posizioni sono state diversificate per mitigare due tipi di rischio: quello legato ai settori industriali nei quali le aziende operano e quello legato alle variabili macroeconomiche dei singoli Paesi.

Quali sono i rischi macroeconomici più importanti da tenere sotto controllo durante i prossimi sei mesi? 

Tra i rischi macroeconomici più importanti, a nostro avviso, ci sono l’incertezza generale e le possibili politiche protezionistiche della nuova presidenza statunitense. Le loro possibili conseguenze potrebbero portare ad una riduzione dei volumi commerciali tra le imprese europee e quelle americane, con un possibile impatto sulle vendite delle aziende dell’Eurozona. 
Anche per quanto riguarda l’Unione Europea i rischi macroeconomici sono di natura politica: infatti, nei prossimi mesi il Regno Unito avvierà le trattative per intraprendere l’uscita dall’UE. La non prevedibilità dell’esito di queste trattative e il potenziale danno economico che potrebbe verificarsi al loro termine stanno causando una grande incertezza sui mercati europei. Inoltre, il proliferare di partiti populistici nei Paesi europei prossimi alle elezioni – Francia in primis, ma anche Germania e Italia – costituiscono un’altra seria minaccia alla stabilità dell’economia europea.
Un ulteriore fattore di rischio è costituito dal fatto che nel 2017 è previsto il pagamento di numerose tranche del debito greco (che era stato protratto durante l’ultimo salvataggio), ma non si è tuttora certi che la Grecia sarà in grado di onorarle.

Secondo voi, quale Paese presente nel paniere FMC avrà una crescita maggiore e perché?

Nonostante il periodo di forte incertezza politica tra il 2015 e il 2016, la Spagna ha registrato tassi di crescita ampiamente al di sopra della media europea, probabilmente grazie alle drastiche riforme fiscali intraprese negli anni successivi alla crisi del debito. Al momento, il Paese si trova in una situazione di relativa stabilità politica e non presenta nessuna delle particolari condizioni di incertezza macroeconomica che dovranno, invece, affrontare numerosi altri Paesi dell’Unione. La Spagna sembra dunque avviata verso una crescita sostenuta. 
Ricordiamo anche il caso dell’Irlanda: uno dei Paesi che hanno sofferto di più la crisi e che già nel 2015 registrava un tasso di crescita del PIL del 7,8%. L’economia irlandese attuale pare in crescita costante, anche se più lineare rispetto all’impennata del 2015.

Secondo voi, quale settore è maggiormente sottovalutato dal mercato e perché?

Un settore potenzialmente sottovalutato è quello dei servizi finanziari. In questo momento, infatti, la forte incertezza relativa a fattori macroeconomici e politici europei ha portato l’intero settore a rivedere al ribasso le stime di crescita. Tuttavia, molti di questi rischi potrebbero rivelarsi dei falsi allarmi e ci si aspetta che, superata l’incertezza, il settore torni a crescere.

Come descrivereste la FMC in tre parole chiave?

Opportunità, teamwork, mentoring.

 

I contenuti pubblicati in questa pagina sono degli studenti che partecipano alla CFASI Fund Management Challenge e non rappresentano le opinioni di CFA Society Italy o di altri soggetti connessi all'associazione o alla CFASI Fund Management Challenge. Le informazioni contenute nell’intervista non vanno in nessun caso interpretate come invito, suggerimento o raccomandazione di acquisto o vendita di titoli. CFA Society Italy, gli studenti e gli altri soggetti non assumono nessuna responsabilità in merito all’accuratezza o esattezza di quanto scritto. I contenuti pubblicati sono di proprietà dei relativi autori.