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Zero-Hedge Capital - Università di Trento

Andrea Pangrazzi, Albano Vlashi, Mariella D’Agostino, Nicolò Fronza, Filippo Postani.

Intervista realizzata a febbraio 2017.

Come è composta la vostra squadra e cosa significa il nome Zero-Hedge Capital?

Siamo cinque studenti del secondo anno della Laurea Magistrale in Finanza, ognuno proveniente da una realtà diversa ma uniti dal comune interesse verso il mondo della finanza. Il nostro percorso insieme all’Università di Trento è iniziato l’anno scorso; da allora abbiamo maturato un interesse comune per cercare di mettere in pratica le basi teoriche apprese a lezione. Quando abbiamo deciso di formare il team, abbiamo riflettuto sulla natura etica della competizione e su quanto fosse importante tenerne conto per imparare a frenare la nostra voglia di agire conoscendo solo la teoria. Abbiamo cercato di tradurre tutto questo nel nome della nostra squadra: “Zero-Hedge”, un nome che ironizza sulla sfrontatezza e la spavalderia degli studenti alle prime armi che hanno ancora tutto da imparare.                     

Qual è il motto della vostra squadra per questa competizione?

Una rinomata frase di Socrate: “La vera saggezza sta in colui che sa di non sapere”.

Qual è secondo voi l’aspetto interessante del vostro team?

L’aspetto più interessante del nostro team è che proveniamo da città e realtà molto diverse. Nel nostro piccolo simuliamo un vero e proprio team di lavoro: background diversi, ma passione comune. Abbiamo modo di crescere e di scoprirci giorno dopo giorno e questo costituisce la nostra ricchezza.

Potreste spiegare in due frasi la vostra strategia d’investimento e il vostro portafoglio?

La nostra strategia di investimento è basata sull’individuazione e interpretazione dei driver di mercato e sarà incentrata sulla valutazione fondamentale con l’ausilio di modelli classici come il DDM e il DCFM. Il nostro portafoglio cercherà di rimanere fedele a questi principi, privilegiando strategie di medio termine.

Come vedete l’outlook dell’Eurozona per i prossimi sei mesi e quali sono i rischi macroeconomici più rilevanti?

Secondo il nostro punto di vista, il principale problema macroeconomico, è rappresentato dal rischio politico e dall’ondata antieuropeista che si è consolidata nell’ultimo periodo. Le elezioni americane hanno gettato ulteriori incertezze sull’Unione Europea, già ampiamente divisa sia da questioni strutturali 
che da trasformazioni sociali. Da non tralasciare la deriva tra le curve dei tassi dell’area euro e quelle dei tassi americani, che mostrano una più marcata steepness. Complice una ripresa economica più solida, queste osservazioni ci portano a ipotizzare per il prossimo semestre uno scenario molto volatile e discostato dai fondamentali. Vanno inoltre considerati altri importanti driver politici e monetari: come ad esempio l’apertura delle trattative per la Brexit, le elezioni francesi e, per quanto riguarda l’Italia, il rischio politico e la ristrutturazione del sistema bancario.

Secondo voi, quale Paese presente nel paniere FMC avrà una crescita maggiore e perché?

Vi sono indubbiamente diversi scenari plausibili. L’Italia ha sicuramente molte potenzialità inespresse, a seguito di manovre strutturali e alla risoluzione di alcune problematiche interne. Il mercato italiano potrebbe riprendersi soprattutto per quanto riguarda il settore bancario, preponderante e trainante per Piazza Affari. In generale tutti i Paesi scontano incertezze, soprattutto a livello politico-sociale. Tuttavia, crediamo che la difficile condizione in cui versa l’Italia – paragonata agli altri Paesi dell’Eurozona – le garantisca un maggior potenziale di crescita nel medio-lungo periodo.

Secondo voi, quali sono i settori maggiormente sottovlautati dal mercato? Perché?

Due settori hanno maggiormente sofferto negli ultimi anni: quello finanziario e quello energetico. Le politiche di QE e i tassi bassi hanno danneggiato gli intermediari finanziari erodendone i ricavi, ma l’aspettativa di tapering della BCE oltre all’approccio a politiche monetarie restrittive da parte della FED hanno dato respiro ai bilanci bancari. Dal lato energetico, un sostegno potrebbe arrivare dai tagli della produzione OPEC e da un petrolio sopra i 50$ al barile. Un tale effetto avrà ripercussioni inflazionistiche e porterà ulteriori benefici a entrambi i settori.

Come descrivereste la FMC in tre parole chiave?

Etica, professionalità, lavoro.

 

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